Saccopastore, Roma
L'Aniene
e il terrazzamento di Saccopastore
La bassa valle del fiume Aniene è oggi inglobata nella periferia nord-orientale della città di Roma.
Sul piano geomorfologico la valle è costituita da tre distinti terrazzamenti i cui depositi alluvionali si sono formati in fasi diverse del Pleistocene medio e superiore; tra essi, il più basso e recente è il terrazzo di Saccopastore.
I crani di Saccopastore
Quest’ultimo prende il nome da una località della campagna
romana, Saccopastore (toponimo ormai in disuso), dove
negli anni ’20
era attiva una cava di ghiaia di proprietà di Mario
Grazioli e dove vennero rinvenuti i due crani fossili (neandertaliani),
noti a livello internazionale.
Entrambi i rinvenimenti avvennero in modo fortuito: il primo nel 1929 nel
corso dei lavori di estrazione della cava, il secondo nel 1935 in occasione
di un sopralluogo sul sito di A.C. Blanc e H.
Breuil 1935.
In relazione alla scoperta del secondo reperto umano, nel 1936 fu condotta una breve campagna di scavo ad opera dell’Istituto Italiano di Paleontologia Umana, grazie alla quale è stata rinvenuta buona parte della fauna e dell’industria litica del sito.
Datazione e contesto stratigrafico dei crani
Come già suggerito dalle valutazioni effettuate all’epoca dei rinvenimenti, i due crani di Saccopastore vengono attribuiti, su base stratigrafica, ad una delle prime fasi dell’ultimo interglaciale (probabilmente allo stadio isotopico 5e: ca. 120.000 anni fa).
Il contesto geostratigrafico dei depositi fluviali di Saccopastore si compone di due unità ben distinte: la prima, più antica, riferibile a fasi diverse di una serie interglaciale, mentre la seconda è probabilmente ascrivibile alle fasi iniziali del Würm.
La posizione dei due crani umani era al contatto, rispettivamente inferiore e superiore, di una lente di limo con molluschi terricoli, inclusa delle ghiaie dell’unità più antica. Le ghiaie inferiori contenevano resti faunistici con dominanza di Hippopotamus amphibius e Palaeoloxodon, mentre superiormente all’orizzonte stratigrafico dei due crani è presente una fauna a Bos primigenius e flora di querceto misto.
L'industria
I pochi manufatti rinvenuti a Saccopastore (tra cui, una punta musteriana, un piccolo nucleo discoidale e un raschiatoio doppio) sono stati tipologicamente ascritti al Musteriano locale, o “Pontiniano” con tecnica Levallois e talloni faccettati: un’industria che sembra avere le sue origini nel “Protopontiniano” dei siti del terrazzo medio della bassa valle dell’Aniene.

