Ricordo di Anna Paola Anzidei

Il 17 novembre 2017 è venuta a mancare Anna Paola Anzidei.
Nata il 23 gennaio del 1946 si è laureata nel 1970 in Archeologia preistorica con il Prof. Luigi Cardini sostenendo una tesi sul Paleolitico inferiore del sito di Rosaneto in Calabria. Dopo una breve esperienza d’insegnamento, nel 1979 supera il concorso per specialisti in preistoria come funzionario del Ministero per i Beni Culturali presso la Soprintendenza Archeologica di Roma.
Anna Paola ha dedicato la quasi totalità della sua vita professionale e personale alla difesa ed alla valorizzazione dei beni culturali, con particolare attenzione al territorio di Roma, e per questo rappresenta uno splendido esempio del perfetto del servitore dello Stato e della comunità.
Anna Paola credeva fermamente nella necessità di conservare, strenuamente e senza compromessi, l’esistenza fisica e la conservazione della memoria di ogni bene archeologico, storico e culturale, dal più piccolo ritrovamento al più grande complesso.
Nella sua attività di funzionario archeologo della Soprintendenza Statale di Roma, la sua attenzione era certamente rivolta alla Preistoria, campo di sua estrema competenza, ma non ha mai trascurato di preservare le testimonianze archeologiche di altri periodi storici, difendendo il territorio di sua competenza da qualsiasi attacco che ne potesse minare l’integrità.
Importanti sono le sue ricerche nel quadrante sud-orientale di Roma, in collaborazione con altri valenti studiosi, dove nel corso degli anni, con la scoperta di importanti ritrovamenti, ha potuto mettere in luce un aspetto inedito e complesso della storia del territorio romano dal Neolitico all’età del Bronzo.
Sicuramente la sua più grande opera è stata lo scavo trentennale del sito di La Polledrara di Cecanibbio, che ha messo in luce un vastissimo giacimento risalente a 325 mila anni fa, in cui il complesso intrecciarsi degli aspetti paleoambientali e paletnologici ha permesso di approfondire l’evoluzione della Campagna Romana nel Pleistocene medio, e, soprattutto, di meglio definire le strategie di sussistenza adottate dalle bande di cacciatori-raccoglitori che ne popolavano il territorio nel Paleolitico inferiore. Ma, non volendosi fermare alla sola tutela e analisi del sito, Anna Paola ha fermamente voluto e realizzato il museo che racchiude una vasta porzione del sito, valorizzandone in pieno il suo significato storico e culturale e, soprattutto, permettendo al più vasto pubblico di poter vedere, e quasi toccare con mano, un luogo di bellezza e importanza inconsuete.
A chi ha da lungo tempo collaborato con Anna Paola ora spetta l’irrinunciabile compito di portare a compimento le sue ricerche, così bruscamente interrotte, per non disperdere l’immenso bagaglio di conoscenze che la sua incessante opera ha potuto accumulare, e per non far disperdere la memoria di ciò che Anna Paola ha rappresentato per le persone che le sono state accanto nel corso del tempo.

Eugenio Cerilli

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