Category Archives: Siti archeologici

Appuntamento “IL FONDO ALDO G. SEGRE PER LA CONOSCENZA DEL LAZIO NELLA PREISTORIA”: Anagni, 13 dicembre ore 16.30

Abbiamo il piacere di annunciare l’organizzazione di un incontro con conferenze divulgative sulle ricerche nel Lazio meridionale in occasione della presentazione dell’avvio dello studio sull’ingente archivio Segre, finanziato grazie ad un bando della Regione Lazio. Naturalmente siamo appena agli inizi, e saremo in grado di presentare una minima parte dei documenti in corso di analisi e inventariazione. Ciononostante, grazie alla ricchezza dell’archivio donato dal Prof. all’IsIPU, stiamo vagliando una serie di interessantissimi documenti e fotografie, volta ad illustrare gli studi condotti sul Lazio meridionale nell’ambito del progetto “IL FONDO ALDO G. SEGRE PER LA CONOSCENZA DEL LAZIO NELLA PREISTORIA”.

La scaletta preliminare prevede, dopo i saluti istituzionali, un intervento di Renato Sebastiani sulla figura umana e professionale di Aldo G. Segre e una relazione di Italo Biddittu sulle ricerche nel Lazio meridionale condotte da lui personalmente, dall’IsIPU e con il Prof. Segre stesso. Infine Barbara Saracino e Fabio Di Vincenzo illustreranno i documenti più interessanti, curiosi, particolari e suggestivi che stiamo rinvenendo in queste settimane. Il lavoro è coadiuvato da un’esperte archivista, la Dott.ssa Beatrice Ortu che potrà eventualmente spiegare quali sono i criteri di inventariazione e soprattutto qual’è l’importanza di censire, catalogare e conservare un archivio.

Nella speranza di vederci tutti nella suggestiva e storica Sala della Ragione del Comune di Anagni, chiediamo di dare massima diffusione dell’evento in modo da sollecitare la partecipazione di colleghi, appassionati e studenti. Quanto prima verrà divulgata la locandina dell’evento.

Appuntamento quindi VENERDI’ 13 DICEMBRE, DALLE ORE 16.30 alle 19.00 circa, PRESSO LA SALA DELLA RAGIONE NEL PALAZZO COMUNALE DI ANAGNI.

Semilune in selce usate nell’Uluzziano come armature da caccia

Un team di ricerca italiano e giapponese ha dimostrato che i primi proiettili scagliati con armi meccaniche (arco o propulsore) compaiono nell’Uluzziano, la più antica cultura introdotta dall’uomo moderno 45-40.000 anni fa in Italia (ed Europa). Lo studio sistematico delle fratture da impatto presenti sulle semilune ha rivelato che si tratta di armature per la caccia; inoltre l’analisi FTIR dimostra che questi elementi erano fissati in modo stabile all’asta di legno tramite un adesivo complesso (ocra, gomma vegetale, cera d’api). La scoperta nel sito Uluzziano di Castelcivita (Salerno) di tracce su ossa di rapaci effettuate per asportarne le penne indica che gli Uluzziani erano in possesso della tecnica per impennare le frecce. Confronti con dati sperimentali ed etnografici dimostrano che queste armature potevano essere scagliate solamente con un propulsore o un arco.
Questa scoperta, avvenuta anche grazie alle ricerche di vari studiosi soci dell’IsIPU,  fornisce un importante indizio dell’esistenza di un vantaggio competitivo dell’uomo moderno sui Neandertaliani.

Articolo su Nature

locandina

Incontro inaugurale Neanderthal metropolitani: 8 maggio

L’incontro si terrà presso l’Auditorium di Villa Farnesina in via della Lungara 230, il giorno 8 maggio 2019 a partire dalle ore 11:00-11:30
Partecipano Stefano Grimaldi, archeologo e presidente IsIPU e Giorgio Manzi, antropologo e direttore del Museo di Antropologia ‘G. Sergi’, che dialogheranno sui 90 anni dalla scoperta del primo cranio di Neanderthal rinvenuto a Roma e noto come Saccopastore 1.
All’evento è anche dedicato un contributo filmato di Alberto Angela appositamente realizzato per l’evento. Il noto divulgatore scientifico rivolgerà parole di saluto ai partecipanti e metterà in risalto la straordinaria ricchezza della città di Roma anche nel tempo profondo della preistoria.
L’evento fa parte del programma di EUREKA!, la stagione dedicata alla divulgazione delle scienze promossa da Roma Capitale.
Fino al 2 giugno 2019, la rassegna #eurekaroma comprende workshop, seminari, proiezioni, dibattiti, presentazioni di libri e molto altro.
Scopri tutto il programma sul sito www.eurekaroma.it e sulla pagina Facebook / Instagram / Twitter @culturaaroma

logo eureka IsIPU

Eureka 2019: l’IsIPU all’Orto Botanico dal 2 maggio al 2 giugno

Un viaggio tra scienza e divulgazione alla scoperta dei Neanderthal di Roma e degli ambienti in cui vivevano. In particolare i 90 anni dal rinvenimento del primo reperto neandertaliano di Roma (il cranio fossile noto come Saccopastore 1) verranno celebrati con una mostra allestita presso l’Orto Botanico alla presenza di scienziati e divulgatori di eccellenza che ci accompagneranno in un viaggio affascinante nella storia prima di Roma.
A breve il programma dettagliato dell’iniziativa.

Campagna di scavo 2019 Grotta dei Santi

Sono aperte le iscrizioni per la partecipazione all’annuale campagna di scavo nel sito di Grotta dei Santi che l’Università di Siena (U.R. Preistoria e Antropologia – Dip. Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente) svolge in collaborazione con il Centro Studi sul Quaternario e l’Istituto Italiano di Paleontologia Umana: sulla locandina sono indicati i contatti per chi fosse interessato a partecipare.

Missione geoarcheologica italo-brasiliana 2014 in Giordania

Il 9 novembre 2014 si è conclusa la seconda campagna di ricerche nell’alta valle dello Zarqa, 30 km a NE di Amman. Giacimenti del Paleolitico inferiore antico affiorano in un terrazzo fluviale spesso oltre 20 m e compreso fra una colata di basalto, in corso di datazione, e una spessa crosta carbonatica, il cui contenuto faunistico è datato a circa un milione di anni. Industrie litiche su scheggia si trovano abbondanti in tutta la sequenza e questo significa che è possibile analizzare l’evoluzione dell’Olduvaiano in un consistente lasso temporale.
Le ricerche sono condotte da Fabio Parenti, presidente IsIPU e professore vistante alla Universidade de São Paulo, Walter Neves e Astolfo Araujo (Universidade de São Paulo), Giancarlo Scardia (Universidade Estadual de São Paulo) e Mercedes Okumura (Universidade Federal do Rio de Janeiro), con finanziamenti della Fundaçao de Amparo a Pesquisa do Estado de São Paulo e col contributo del Ministero degli Affari Esteri italiano. Domenica 26 ottobre gli scavi sono stati visitati da Patrizio Fondi, Ambasciatore d’Italia in Giordania e da Marco Marzeddu, addetto culturale dell’Ambasciata.
Le ricerche hanno l’obiettivo di datare la sequenza archeologica più antica a Est del Giordano, contribuendo a chiarire le modalità e la cronologia del popolamento umano della regione che, fin dall’inizio del Pleistocene, è stata al centro di un intenso scambio biogeografico a cavallo tra tre continenti: Africa, Asia, Europa.
La campagna riprenderà nell’ottobre 2015.

Pubblicazione volume “L’insediamento eneolitico di Selva dei Muli”

L’insediamento eneolitico di Selva dei Muli. Le ricerche dell’Istituto Italiano di Paleontologia Umana. Memorie dell’Istituto italiano di Paleontologia Umana N.7, 2013

Contributi di Italo Biddittu, Alberto Cazzella, Alessandra Facciolo, Claudia Minniti, Aldo G. Segre, Agnese Sperduti, Antonio Tagliacozzo
La collina di Selva dei Muli si colloca nella piana alluvionale del Sacco ad ovest di Frosinone e ad un chilometro circa dall’attuale corso del Fosso Cencia. Nella cartografia laziale del XVII secolo (la località viene indicata con il nome generico di Mole e quello di Selva de’ Murri sive Silva Mollis, dal quale deriva il toponimo attuale. Nelle medesime carte è indicata la presenza in quest’area di una delle più importanti vie di comunicazione che univa il versante pontino con l’Abruzzo marsicano e il reatino. Nel Medioevo il luogo assunse importanza strategica per la difesa del transito tra Lazio e Campania e per i molini disposti alla confluenza dei due corsi d’acqua, il Sacco e il Cencia.

L’area a nord della collina è stata oggetto di lavori in tempi diversi per la realizzazione di scali ferroviari collegati con la stazione di Frosinone, paralleli alla linea principale della ferrovia Roma Napoli che si sviluppa in questo punto con percorso orientato E-W. Un primo tracciato è stato realizzato nel 1971 con lavori che hanno intaccato e portato alla luce gli strati archeologici di un insediamento dell’Età del rame. Ulteriori opere di sbancamento per la realizzazione di un nuovo scalo ferroviario parallelo a quello del 1971sono stati compiuti tra il 1979 e il 1981 e hanno fornito l’occasione all’Istituto Italiano di Paleontologia Umana di effettuare lavori di scavo di una porzione dell’abitato preistorico. Durante gli scavi sono stati riportati in luce diverse strutture e sosno stati recuperati molti reperti ceramici, litici e resti animali. Questi, di cui viene ora fornita una documentazione esaustiva,hanno permesso di ricostruire le principali attività dell’insediamento eneolitico e di inquadrare la vita dell’abitato nell’ambito della facies di Laterza.

 

Campagna di scavo 2014 Grotta de’ Santi

Dal 27 maggio al 21 giugno si è svolta, su concessione del Ministero e col fondamentale supporto logistico del Corpo dei Vigili del Fuoco di Grosseto, l’appoggio del Comune di Monte Argentario, della Capitaneria di Porto di Porto S. Stefano, dell’Accademia Mare Ambiente di Porto S. Stefano e dei Divers di Monte Argentario, la campagna di scavo annuale nella Grotta de’ Santi (Monte Argentario, GR) condotta dal Dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente – U.R.  Preistoria e Antropologia dell’Università di Siena in collaborazione  con l’Istituto Italiano di Paleontologia Umana, sotto la direzione della dott.ssa Adriana Moroni. Alla campagna hanno partecipato studiosi di varie discipline e studenti italiani e brasiliani. Gli scavi sono stati visitati dal Prof. J.J. Hublin del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology, Lipsia, col quale è stata stabilita una collaborazione per indagini stratigrafiche e geocronologiche, dai prof. L. Piccini (Univ. Firenze) e Gianni Zanchetta (Univ. Pisa) per lo studio degli speleotemi, dal dott. D. Gianolla per lo studio delle malacofaune. Il 7 giugno a grotta è stata visitata dal Console Generale del Brasile Paulo Roberto Palm e signora. Nel corso dello scavo la grotta è stata visitata anche dalle troupe televisive di “Linea Blu” (Rai1) e “Wild” (Italia1) che hanno effettuato riprese ed interviste successivamente trasmesse nei rispettivi programmi.
Il 25-26 Agosto è stata effettuato da Ricercatori dei Dipartimenti di Scienze della Terra delle Università di Pisa e di Firenze il rilievo georadar della superficie del riempimento per determinarne lo spessore e la consistenza e programmare l’estensione delle indagini future.
I principali risultati della campagna 2014 sono:

  • messa in luce di superfici di focolari su tre livelli differenti
  • rilevamento di tutte le sezioni stratigrafiche
  • campionamento per datazioni
  • determinazione preliminare delle malacofaune
  • rilevamento georadar

La prossima campagna di scavo e’ prevista per il giugno 2015.

IsIPU in Giordania

Si conclusa a ottobre 2013 la prima campagna di ricerche sul Paleolitico della Valle dello Zarqa, condotta dall’Istituto Italiano di Paleontologia Umana insieme alla Universidade de São Paulo (Brasile) e alla Hashemite University di Zarqa (Giordania). L’obiettivo è quello di datare i siti archeologici paleolitici scoperti negli anni ’90 dalla missione dell’Università di Roma coordinanata da Gaetano Palumbo. A quel tempo vennero trovati numerosi giacimenti del Pleistocene inferiore e medio, con grandi quantità di industrie litiche di modo 1 e 2. Una prima attribuzione cronologica, basata sui dati archeologici e biostratigrafici attribuiva al giacimento più antico un’età di un milione di anni (scarica l’articolo). Successivamente non è stato possibile ritornare sul posto, ma da quest’anno, grazie alla collaborazione tra il nostro Istituto e l’Università di Sao Paulo, si sono create le condizioni minime per la ripresa delle ricerche. Vi partecipano Fabio Parenti (archeologo e coordinatore), Giancarlo Scardia (geologo), Walter Neves (Paleoantropologo), Astolfo Araujo (Geoarcheologo), Bilal Khreishat (geoarcheologo) e Fareed Al-Shishani (studente in gestione dei beni culturali). L’équipe ha lavorato nei dintorni del villaggio di Sukhne, prelevando campioni per le datazioni al paleomagnetismo, industrie litiche in affioramento e facendo analisi stratigrafiche e geomorfologiche.

Il 9 novembre 2014 si è conclusa la seconda campagna di ricerche nell’alta valle dello Zarqa, Giacimenti del Paleolitico inferiore antico affiorano in un terrazzo fluviale spesso oltre 20 m e compreso fra una colata di basalto, in corso di datazione, e una spessa crosta carbonatica, il cui contenuto faunistico è datato a circa un milione di anni. Industrie litiche su scheggia si trovano abbondanti in tutta la sequenza e questo significa che è possibile analizzare l’evoluzione dell’Olduvaiano in un consistente lasso temporale.
Le ricerche sono condotte da Fabio Parenti, presidente IsIPU e professore vistante alla Universidade de São Paulo, Walter Neves e Astolfo Araujo (Universidade de São Paulo), Giancarlo Scardia (Universidade Estadual de São Paulo) e Mercedes Okumura (Universidade Federal do Rio de Janeiro), con finanziamenti della Fundaçao de Amparo a Pesquisa do Estado de São Paulo e col contributo del Ministero degli Affari Esteri italiano.
Domenica 26 ottobre gli scavi sono stati visitati da Patrizio Fondi, Ambasciatore d’Italia in Giordania e da Marco Marzeddu, addetto culturale dell’Ambasciata.
Le ricerche hanno l’obiettivo di datare la sequenza archeologica più antica a Est del Giordano, contribuendo a chiarire le modalità e la cronologia del popolamento umano della regione che, fin dall’inizio del Pleistocene, è stata al centro di un intenso scambio biogeografico a cavallo tra tre continenti: Africa, Asia, Europa.
La campagna riprenderà nell’ottobre 2015.