Category Archives: Archeologia

Sebastiano Tusa

Tra le vittime del disastro aereo avvenuto domenica 10 marzo in Etiopia, c’è anche Sebastiano Tusa, un archeologo noto per la passione professionale e l’amore per la sua terra, la Sicilia. Professore di Paletnologia presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, aveva 66 anni e oltre al profondo impegno per l’Italia – dall’aprile 2018 ricopriva la carica di Assessore ai Beni Culturali della regione siciliana – aveva organizzato missioni anche in Pakistan, Iran e Iraq.
Il padre, Vincenzo Tusa, Soprintendente alle Antichità della Sicilia Occidentale, era stato socio dell’Istituto Italiano di Paleontologia Umana, e anche Sebastiano stesso aveva collaborato in tempi recenti con soci del nostro Istituto per le ricerche in Sicilia. Rotariano appassionato, è stato Presidente del Rotary Club Palermo “Teatro del Sole” e con la nostra Vice Presidente Simona Pianese Longo nel 2010 era tra i promotori del progetto interdistrettuale “Etica e Cultura della Legalità”.
Appassionato di archeologia marina – dal 2004 nominato in Sicilia primo “Soprintendente del Mare” – era diretto a Malindi, in Kenya, per una conferenza internazionale promossa dall’Unesco, in quanto Sebastiano Tusa era certo delle potenzialità di un’area ricca di rinvenimenti proprio sotto la superficie dell’Oceano Indiano.
Ora, il grande progetto della moglie, sarà completare il libro sulla battaglia delle Egadi che Sebastiano non ha potuto portare a termine: le sue importantissime scoperte hanno, nonostante tutto, contribuito in modo essenziale a gettare nuova luce sui meravigliosi fondali attorno alla Sicilia.

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NeandertArt 2018

Dear Colleagues,
the CeSMAP – Centro Studi e Museo d’Arte Preistorica of Pinerolo, is pleased to announce that the NeanderART 2018 – International Conference will be held in Turin, Italy from August, 22 to August 26, 2018.
This International Conference will continue and expand a debate to be organised by CeSMAP at the XVIII° UISPP mondial Congress in Paris from June 3 to June 9, 2018.

Missione geoarcheologica italo-brasiliana 2014 in Giordania

Il 9 novembre 2014 si è conclusa la seconda campagna di ricerche nell’alta valle dello Zarqa, 30 km a NE di Amman. Giacimenti del Paleolitico inferiore antico affiorano in un terrazzo fluviale spesso oltre 20 m e compreso fra una colata di basalto, in corso di datazione, e una spessa crosta carbonatica, il cui contenuto faunistico è datato a circa un milione di anni. Industrie litiche su scheggia si trovano abbondanti in tutta la sequenza e questo significa che è possibile analizzare l’evoluzione dell’Olduvaiano in un consistente lasso temporale.
Le ricerche sono condotte da Fabio Parenti, presidente IsIPU e professore vistante alla Universidade de São Paulo, Walter Neves e Astolfo Araujo (Universidade de São Paulo), Giancarlo Scardia (Universidade Estadual de São Paulo) e Mercedes Okumura (Universidade Federal do Rio de Janeiro), con finanziamenti della Fundaçao de Amparo a Pesquisa do Estado de São Paulo e col contributo del Ministero degli Affari Esteri italiano. Domenica 26 ottobre gli scavi sono stati visitati da Patrizio Fondi, Ambasciatore d’Italia in Giordania e da Marco Marzeddu, addetto culturale dell’Ambasciata.
Le ricerche hanno l’obiettivo di datare la sequenza archeologica più antica a Est del Giordano, contribuendo a chiarire le modalità e la cronologia del popolamento umano della regione che, fin dall’inizio del Pleistocene, è stata al centro di un intenso scambio biogeografico a cavallo tra tre continenti: Africa, Asia, Europa.
La campagna riprenderà nell’ottobre 2015.

Pubblicazione volume “L’insediamento eneolitico di Selva dei Muli”

L’insediamento eneolitico di Selva dei Muli. Le ricerche dell’Istituto Italiano di Paleontologia Umana. Memorie dell’Istituto italiano di Paleontologia Umana N.7, 2013

Contributi di Italo Biddittu, Alberto Cazzella, Alessandra Facciolo, Claudia Minniti, Aldo G. Segre, Agnese Sperduti, Antonio Tagliacozzo
La collina di Selva dei Muli si colloca nella piana alluvionale del Sacco ad ovest di Frosinone e ad un chilometro circa dall’attuale corso del Fosso Cencia. Nella cartografia laziale del XVII secolo (la località viene indicata con il nome generico di Mole e quello di Selva de’ Murri sive Silva Mollis, dal quale deriva il toponimo attuale. Nelle medesime carte è indicata la presenza in quest’area di una delle più importanti vie di comunicazione che univa il versante pontino con l’Abruzzo marsicano e il reatino. Nel Medioevo il luogo assunse importanza strategica per la difesa del transito tra Lazio e Campania e per i molini disposti alla confluenza dei due corsi d’acqua, il Sacco e il Cencia.

L’area a nord della collina è stata oggetto di lavori in tempi diversi per la realizzazione di scali ferroviari collegati con la stazione di Frosinone, paralleli alla linea principale della ferrovia Roma Napoli che si sviluppa in questo punto con percorso orientato E-W. Un primo tracciato è stato realizzato nel 1971 con lavori che hanno intaccato e portato alla luce gli strati archeologici di un insediamento dell’Età del rame. Ulteriori opere di sbancamento per la realizzazione di un nuovo scalo ferroviario parallelo a quello del 1971sono stati compiuti tra il 1979 e il 1981 e hanno fornito l’occasione all’Istituto Italiano di Paleontologia Umana di effettuare lavori di scavo di una porzione dell’abitato preistorico. Durante gli scavi sono stati riportati in luce diverse strutture e sosno stati recuperati molti reperti ceramici, litici e resti animali. Questi, di cui viene ora fornita una documentazione esaustiva,hanno permesso di ricostruire le principali attività dell’insediamento eneolitico e di inquadrare la vita dell’abitato nell’ambito della facies di Laterza.