Grotta Breuil (Monte Circeo)
La
scoperta
della grotta
La cavità venne investigata per la prima volta nel 1936 da A.C. Blanc, L. Cardini, H. Obermayer e H. Breuil e negli anni ’40 vennero effettuati saggi esplorativi.
Altre
ricerche dal 1986
Ricerche sistematiche nella grotta sono state organizzate dall’Istituto in collaborazione con il dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo dell’Università di Roma “La Sapienza” dal 1986.
Industria litica musteriana
Il deposito interno ha restituito industria litica musteriana prodotta su piccoli ciottoli di selce caratteristici dell’Agro Pontino e abbondanti resti faunistici accumulatisi per l’azione dell’uomo (prede cacciate e in seguito smembrate nel sito stesso).
Resti umani
Nella grotta sono stati rinvenuti resti umani:
- Breuil 1, porzione postero-inferiore di parietale,
- Breuil 2 corona di primo molare inferiore di adulto
- Breuil 3 terzo molare inferiore di un individuo giovane.
Tali reperti osteologici presentano una chiara morfologia neandertaliana.
Recentemente, una serie di datazioni ha restituito un range cronologico tra 27 e 37mila anni (strati 4-7): si tratta quindi di un Musteriano particolarmente “tardo”. I caratteri archeologici e archeozoologici della parte superiore del deposito sembrano mostrare una tipologia “transizionale” sia per quanto riguarda la produzione litica che per le strategie di sussistenza: in sintesi sono state notate caratteristiche di tipo paleolitico superiore in un contesto paleolitico medio.
Attualmente gli scavi sono sospesi per portare a termine lo studio e la pubblicazione dei materiali raccolti durante le ultime campagne di scavo.

